Le barche del Trasimeno tra realismo e invenzione

Le barche del Trasimeno tra realismo e invenzione

Nevica sul lago e ci torna alla mente l’olio di Jaume Morera.

– Jaume Morera y Galícia, Riva innevata del Trasimeno (Riba nevada del llac Trasimeno), 1904, olio su tela, cm. 43 x 73. Museo d’arte Jaume Morera, Lleida, Spagna.

Il pittore spagnolo raggiunse Roma nel 1873, soggiornò in Italia fino al 1877.
L’olio (sopra) fu eseguito dopo il ritorno in patria. Probabilmente dei taccuini di schizzi favorirono la realizzazione dell’inconsueto paesaggio innevato. Le tre barche sono inequivocabilmente quelle del Trasimeno, si riconoscono dalla poppa tagliata verticalmente e dalla curvatura della prua. All’interno della barca di sinistra si intravede un bacaio o baccaio, altri vivai sono a riva coperti dalla neve.

Di notevole fascino anche il disegno dello stesso autore (sotto) ma la straordinaria atmosfera evocativa sembra raggiunta a discapito del realismo. L’autore ci mostra dei pescatori mentre si scaldano (cucinano?) intorno al fuoco accesso sul fondo della barca. Anche le proporzioni figure-imbarcazione appaiono insolite; così come si fatica a riconoscere l’utensile appoggiato sulla prua.

– Jaume Morera y Galícia, Crepuscolo sul Trasimeno (Crepuscle el llac Trasimeno), 1881, disegno su cartone, cm. 47 x 74. Collezione privata, Vizacaya, Spagna.

– Markó Károly (Carlo Markò il giovane), Veduta del lago Trasimeno, olio su tavola, cm. 18 x 24, metà del XIX secolo. Collezione privata, passato in asta a Budapest da Kieselbach il 12 ottobre 2001.

Il pittore ungherese Markó Károly visse in Italia con il padre (Carlo Markò il vecchio) che aveva fondato una scuola di pittura in Toscana. Nel piccolo paesaggio (sopra) si vede la torre di Borghetto circondata dagli alberi, in lontananza si riconoscono l’Isola Maggiore e la Minore. Accanto alla figura appena abbozzata di una contadina si distinguono due barche tradizionali ormeggiate tra i pali, più a destra una terza barca sta uscendo dal canneto, mentre al largo se ne intravede una quarta con due uomini a bordo forse intenti a pescare.

Altre volte il lago e le barche sono frutto di pura fantasia come nel lezioso acquerello di Charles Vadur (sotto) che ritrarrebbe la Rocca del Leone.

– Charles Vadur, Veduta del Lago Trasimeno con la Rocca del Leone, acquerello, cm. 60 x 92, 1858.  Collezione privata, passato in asta a Milano da il Ponte il 15 giugno 2011.

Le sponde del lago e le montagne sullo sfondo ricordano un lago dell’Italia settentrionale mentre le imbarcazioni sembrano quelle lariane. Le numerose vele al centro del lago ci ribadiscono, se ce ne fosse ancora bisogno, che l’autore quasi certamente non ha mai visto il Trasimeno.

– Pietro Barucci, Ansa del lago Trasimeno con personaggi e animali, olio su tela, 200×100 cm, fine ‘800. Collezione privata, passato in asta a Milano alla Viscontea il 6 maggio 2010.

Pietro Barucci era un paesaggista noto per le opere ambientate nella campagna romana, il suo olio è qualitativamente superiore a quello di Vadur ma, anche in questo caso, l’autore interpreta molto liberamente il soggetto. Nell’ansa paludosa si stenta a riconoscere il Trasimeno, mentre la forma della barca richiama quelle delle paludi pontine o di Fucecchio.

– Gerando Dottori, Barca sul Trasimeno, 1910 (?), olio su tela, cm 59,5 x 79,5. Collezione privata, quadro passato in asta a Milano da Sotheby’s il 24 maggio 2006.

Nel quadro di Dottori la cura del dettaglio cede il posto a uno stile austero che evoca la realtà più che fotografarla. Il lago, gli alberi e le case tendono a una classicità arcaica, così come la barca che è ridotta a pochi elementi essenziali in alcun modo riconducibili alle caratteristiche delle bache certamente conosciute dal pittore perugino.

Paradossalmente, da questi pochi esempi, si può dedurre che più sono remoti i natali dell’artista, maggiore è la cura nel riprodurre i dettagli delle barche tradizionali del Trasimeno.

[E. F.]



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