Nel 1882 su un progetto di prosciugamento del Lago Trasimeno

Nel 1882 su un progetto di prosciugamento del Lago Trasimeno

Conte Conestabile, Ingegnere civile,1 Project de dessèchement du lac Trasimène.

Pubblicato a Parigi dal “Journal d’Agriculture Pratique. Moniteur des comices, des propriétaires et des fermiers”. Anno 46, 1882, pp. 506-508.

Si fa un gran parlare ultimamente di un progetto di prosciugamento del lago Trasimeno e si sollecita al governo italiano una concessione per realizzare questa opera. Tuttavia, poiché questo lavoro dovrebbe essere fatto in gran parte con capitali francesi, perché è una società francese che ha fatto pressioni sul governo per ottenere il decreto di concessione, non può essere privo di interesse per i lettori del Journal d’Agriculture pratique avere qualche informazione in proposito. Questo lago, famoso nella storia per la battaglia che nelle sue vicinanze Annibale combatté con i Romani, è il bacino d’acqua più grande dell’Italia centrale; la sua superficie è di 12.000 ettari, la sua profondità massima non raggiunge gli otto metri, il suo livello oscilla tra i 25 e i 30 metri al di sopra della pianura in cui scorre il suo emissario. Le sue sponde sono paludose in più punti: il livello dell’acqua è ben lungi dall’essere costante e i terreni che lo circondano sono soggetti a frequenti inondazioni, ancora più funeste perché il drenaggio è ostacolato dalla depressione di questi terreni. Febbri malariche sono frequenti e proprio per ovviare a questo grave problema che si è pensato al prosciugamento del lago. Ma per fortuna vi è un modo per conciliare la sopravvivenza di questo prezioso bacino d’acqua con le esigenze di igiene pubblica: diciamo di più, il prosciugamento sarebbe, almeno per un tempo non breve, dannoso per la salute delle popolazioni circostanti: diverse autorità mediche hanno esaminato la questione e non hanno esitato a dire che i miasmi paludosi aumenterebbero in proporzioni allarmanti durante il prosciugamento e per diversi anni a venire.

L’insalubrità che si manifesta nella regione è dovuta alle zone paludose che si trovano lungo le rive del lago. Queste paludi, una volta essiccate, da un lato con operazioni di colmatura ben dirette e del resto facili da eseguire utilizzando i numerosi corsi d’acqua che scendono dalle colline circostanti, dall’altro con un abbassamento parziale del livello delle acque del lago, abbassamento che scoprirebbe l’unica parte del bacino potenzialmente fertile, rendendo queste località perfettamente salubri. Quindi la questione d’igiene non si porrebbe più; ora alcune brevi considerazioni sufficienti a dimostrare che, dal punto di vista agricolo e dal punto di vista dell’interesse generale, il prosciugamento sarebbe un grave errore.

In una regione come l’Umbria, priva di fertilizzanti, di manodopera e di capitale, dove ci si è allontanati dal periodo delle colture estensive, senza i mezzi per impegnarsi in redditizie coltivazioni intensive, non può esser vantaggioso rendere coltivabili altri 12.000 ettari di terreno che richiederebbero una grande quantità di sostanze nutritive. Non si deve supporre, infatti, che i terreni liberati dal prosciugamento del lago siano molto fertili, una commissione che comprendeva il famoso agronomo M. Cuppari ha affermato, dopo aver esaminato la composizione del terreno nella zona occupata dal Lago Trasimeno, che era per su natura molto sterile e non poteva essere vantaggiosamente utilizzato con alte dosi di fertilizzanti. Ci troveremmo con un nuovi ed estesi terreni abbandonati alle sole forze della natura da aggiungere a quelli già esistenti nelle campagne della regione, anche supponendo di trovare braccia da lavoro, questo lavoro non sarebbe redditizio perché in contrasto con i principi della coltura migliorativa, l’elemento lavoro prevarrebbe sull’elemento fertilizzante.

Questa è la situazione poco attraente che produrrebbe alla regione il prosciugamento del Trasimeno. Vediamo invece i vantaggi che attualmente offre e quelli molto più grandi che potrebbe garantire una buona gestione delle sue acque. Il suo livello, superiore alla valle circostante, fa di questo lago un bacino assai utile per l’irrigazione, infatti, c’è già da tempo chi irriga le colture che ne hanno più bisogno, soprattutto il mais: ma i metodi di irrigazione sono imperfetti e non consentono di irrigare che una superfice di terreno molto limitata in rapporto alla quantità d’acqua (2 m. c. ) di cui si può disporre, perché non vi è nessun canale d’irrigazione che, provenendo dal lago, serva la parte più alta delle valli. Ci si serve di un canale che fa defluire le acque sovrabbondanti del lago e che di conseguenza è posizionato nel thalweg 2. Con delle manovre più o meno ingegnose, si alza il livello dell’acqua, e si inondano le campagne: è chiaro che siamo lontani da una vera irrigazione. Invece, con un canale ben tracciato, saremmo in grado di fornire acqua a più di tremila ettari di terreno, che può essere convertito in pascoli permanenti o temporanei, e quindi fornire abbondante foraggio che il clima secco non permette di ottenere. Possiamo facilmente immaginare l’immensa ricchezza che questo canale darebbe al territorio e come sarebbe più redditizio per un’impresa industriale impiegare i propri capitali in una opera come questa, invece che strappare terreno sterile che potrebbe essere utilizzato solo con enormi investimenti che, data la condizione economica del contesto in cui l’impresa ha luogo, non sarebbero remunerativi. A tutto ciò va aggiunto che il prosciugamento del lago avrebbe una nefasta influenza sul clima della regione: attualmente questa massa d’acqua contribuisce a rendere il clima temperato, la dolce umidità che proviene dall’evaporazione delle acque è particolarmente favorevole alla coltivazione dell’olivo e del gelso che sono la ricchezza principale delle aziende agricole in queste zone: soprattutto l’olivo si distingue per la vegetazione lussureggiante e la notevole quantità dei suoi frutti.

Non può essere invocato a sostegno del prosciugamento del Lago Trasimeno l’esempio del Fucino, in Abruzzo, perché questa impresa ha avuto luogo in condizioni molto diverse. Il lago del Fucino occupava una superficie di 16.000 ettari di terreno molto fertili e particolarmente adatti alla coltivazione dei foraggi: inoltre, in Abruzzo, la numerosa popolazione non poteva campare sulla scarsa quantità di terreno arabile a disposizione in quella regione e infatti non sono mancate braccia da lavoro per coltivare con profitto i nuovi appezzamenti di terreno che si sono resi disponibili. Nonostante tutto questo, l’impresa di cui stiamo parlando non si è rivelata molto vantaggiosa da un punto di vista economico e i capitali investiti sono stati remunerati con un basso interesse. Cosa significa tutto ciò per il Lago Trasimeno ?

Per riassumere: il Consiglio dei Lavori Pubblici deve scegliere tra due progetti, uno che mira al prosciugamento completo del lago, l’altro che vuole combinare una parziale riduzione delle acque attraverso le colmate per eliminare le paludi che vi sono lungo le coste; ci sembra che le considerazioni di cui sopra siano abbastanza forti, così che ogni idea di prosciugamento sia respinta senza esitazione, non soltanto dal governo per l’interesse generale, ma anche da qualsiasi seria società che voglia mettere i propri capitali in una impresa in grado di fornire dei reali benefici.

Conte Conestabile.
Ingegnere civile.

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(1) Probabilmente si tratta di Francesco Conestabile della Staffa (Perugia, 19 maggio 1850 – 20 gennaio 1924) tra i fondatori del Partito Popolare e autore del trattato “La cultura miglioratrice” 1884.

(2) Si definisce Thalweg la linea massima di profondità dell’alveo di un fiume, il luogo dei punti di quota minima nelle sezioni fluviali.



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