Tutela e recupero delle barche storiche

Tutela e recupero delle barche storiche

La conservazione della memoria storica di un luogo e di una cultura passa anche attraverso il recupero di oggetto materiali che l’hanno caratterizzata

di Alessandra Pagliacci
per la rivista Percorsi, n. 2, novembre-dicembre 2006, pp.20-21.

Così una barca, strumento di lavoro antico e semplice, si fa simbolo di un nucleo sociale indissolubilmente legato all’attività del pescatore, un mestiere pressoché scomparso dalle rive del nostro lago, e forse in modo ancora più grave, dai nostri ricordi.

Le tipiche parche verde scuro che una ventina di anni fa ancora solcavano in gran numero il Trasimeno, sono oggi abbandonate sulle insenature naturali delle rive, sepolte tra la vegetazione, affondate o letteralmente lasciate a marcire. Questi oggetti non erano prodotti in serie da qualche industria, ma costruiti a mano da “barcaioli” che ne conoscevano le tecniche costruittive e possedevano gli “stampi” originali. Patrimonio umano e tecnico oggi quasi del tutto perduto.
Un progetto di tutela è stato provvidenzialmente promosso da Guido Materazzi, proprietario di una motonautica a Castiglione del lago, che da sempre vive e lavora a contatto con la realtà del lago.

Il progetto ella sua concezione è molto innovativo, in quanto, non prevede la creazione di un “museo statico” per la raccolta dell’oggetto barca da tenere sotto vetro, ma tutt’altro, propone il recupero di quest’ultima incentivandone il restauro da parte di utenti privati interessati a vivere pienamente il Trasimeno. In un secondo tempo dovranno essere creati opportuni punti di attracco organizzati e riservati (magari gratuiti), ed un vero e proprio club delle barche storiche.

Con queste poche righe non si pu certo descrivere tutta la complessità organizzativa che c’è dietro questo progetto, tuttavia è importante averne anticipato gli obiettivi e le prospettive.



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